artista pittore
 
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Secondo dei Grandi Cicli dipinto da Antonio Berté

Presentazione personale dell'artista al ciclo dei Superstiti, in cui spiegava i motivi di tale studio e lavoro dell'artista a tale ciclo a cui poi ne sono seguiti tanti altri.


Quest'opera è come le altre il frutto di uno studio approfondito  ed espresso attraverso la sua pittura, di citazioni di poeti e personaggi che hanno inciso nella storia del nostro tempo.
E' un' opera ampia e varia presentata per la prima volta nel 71 e poi diversamente interpretata e diffusa per tutta Italia nei successivi anni.


Dedica dell'autore.
'A mio padre' (Giuseppe Bertè) dedica dell'artista.
Che credette nel mio lavoro

Questo lavoro vuole essere un monito, un ricercare le origini, una interrogazione senza compromessi.
Nessuno o quasi dei personaggi della vita cosmica, animati o meno da speranza, afflitti o meno dalla vita quotidiana, sa della esistenza degli altri. Nessuno, salvo particolari momenti, si vede nella luce di chi è partecipe di un dramma nel quale è insieme causa ed effetto.
E sono questi momenti i migliori, quando, con la faccia nascosta tra le mani, abbandonati sulla pietra, madidi di un sudore inatteso, in un turbinio di immagini e sensazioni ci troviamo immersi nell'umanità. Vengono così alla luce valori intimi e di colpo la natura ci accomuna in uno stesso vuoto psicologico.
Ora uno sterile paesaggio ci circonda, è terra arida segnata qua e là da chiazze grige e si sono perse le tracce dello splendido lussureggiante verde d'un tempo. Tristezza inesprimibile, la sola cosa ricchezza dei sacrificati e dei vinti. Immagini tremende: greggi che muoiono di sete e che vengono travolti, maciullati a centinaia di capi. Tutto il continente è sconvolto, si volatizza e si disperde dannatamente in polvere.
Uno scandalo sconvolgente: intorno a noi si inseguono freneticamente il bello ed il brutto, la vita e la morte in un moto incessante di rifiuti e desideri. Vediamo soffrire e non moviamo un dito! Noi non accettiamo la sofferenza dell'altro, anzi il nostro rifiuto gli bloccherà definitivamente anche un residuo desiderio di eroismo. Ci affascina l'idea della conquista dello spazio e intanto continua lo spettacolo degli uomini che si trascinano coi segni del male nel passo e nel volto; gente che passa notti insonni... Gente che ha percorso centinaia di chilometri a piedi e molti hanno rigato del loro sangue i sassi e la neve di molte strade. Hanno vagato per anni, senza speranza, perché gli abusi di generazioni hanno spento ogni vestigia di vita. E ora tocca loro rianimare le non più fertilicontrade, a prezzo massacrante... Negli angoli reconditi, polvere scura frena gli orizzonti, il vento strappa le terre e gli appetiti, diventano sempre più grandi Echeggiano nel silenzio della notte striduli richiami. È notte questa da godersi sino in fondo, a luci spente, e attendere il sorgere del sole per liberarsi! (*)
Antonio Berté

I 28 dipinti di questo opuscolo sono stati presentati per la prima volta al pubblico dal 23 al 30 settembre 1971, nella Galleria d’Arte “L’Isolotto” di via Cimarosa 156, Napoli."

Alcuni degli autori interpretati: S.Quasimodo , B.Croce, J.F.Kennedy, M.Luther King, B.Russel, Che Guevara,Giovanni XXIII,B.Pasternak,C.Baudelaire, Tratto dalla Bibbia 2 Pietro 3- 10/13 P.Neruda,K.Gandhi ,C.Levi, G.Ungaretti, J.Prevert ,Hegel,G.Berto,Dalla Bibbia Luca 18:8,Paolo VI.
F.Kafka,da Autunno di -R.M.Rilke,Rostand, G.Papini.


<Commento di Anna Stella Bertè>

Ho sentito spesso parlare di pessimismo e solitudine,nell'opera dell'artista Antonio Bertè!
Non posso che concordare sugli aspetti che riguardano la lettura della condizione umana, che l'autore da grande interprete e direi filosofo o perchè non psicologo che osserva il suo tempo e da scenografo l'esprime in forme e colori, nei suoi dipinti.
Ma non sono d'accordo sulpessimismo dell'artista,che anzi non solo attraverso i colori, le sueaffermazioni (*), la lettura continua attraverso la pittura di grandi personaggi di pace e la fede ci pone di fronte ad un continuo messaggio di speranza ed attualità
.Se trattare e vedere le problematiche passate, presenti e future,significa essere pessimisti allora Bertè lo è
!"................Noi ci troviamo oggi sul limite di una nuova frontiera, una frontiera di ignote possibilità e pericoli, una frontiera di non realizzate speranzee minacce... Al di là di essa vi sono inesplorate regioni della scienza e dello spazio, insoluti problemi di pace e di guerra, residue sacche di ignoranza e di pregiudizio, irrisolte questioni di povertà e di abbondanza..." J.F.Kennedy"..

.Non più popoli dominatori e popoli dominati: tutti i popoli si sono costituiti e si stanno costituendo in comunità politiche indipendenti.
Gli esseri umani in tutti i paesi e in tutti i continenti, o sono cittadini di uno stesso stato autonomo e indipendente o stanno per esserlo. Nessuno ama sentirsi suddito di poteri politici provenienti al di fuori della propria comunità o gruppo etnico..."
Giovanni XXIII,'Pacem in terris

Quando quella finezza e rarità di spirito a cui anelo, saranno divenute perfettamente naturali per me; quando sarò divenuto incapace di fare qualsiasi male; quando nulla di rude o di superfluo occuperà neppure momentaneamente il mondo dei miei pensieri, allora e allora soltanto la non-violenza commuoverà il cuore di tutto
il mondo" Gandhi"...........

.Lungo le notti la terra, pesante,cade, dagli astri, nella solitudine Tutti, cadiamo. Questa mano, cade. Ma uno Spirito vi è che questo immenso universo cadere, entro le mani ,con insonne pietà regge ed eterna." da 'Autunno' di Rilke

.

PS
Informativo e Divertente i dipinti del libro furono stampati in bianco e nero per impedire i falsi all'epoca si stavano diffondendo conclusione, un giorno in una estemporanea ne vidi uno in "bianco e nero" ... non eseguito dall'artista!