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Ancora giovane d'anni, ma già assai maturo per
molteplici esperienze artistiche, Antonio Bertè è un pittore che si nutre
di letteratura. Voglio dire che dove altri potrebbero mascherare, magari
vergognandosene, le loro origini o le loro affinità poetiche in senso preciso Bertè invece dichiara con
estrema fermezza che il suo mondo di figure e di paesaggi, di linee e di
colori, nasce dalla frusta di una lettura profonda di Lorca o di Kafka,
anche di Manzoni. Allora egli cerca consonanze dirette, sottili, mediate,
allusive, emblematiche fra i suoi segni scheletrici, fra le pietre in
rovina, i cieli turbati da presentimenti temporalizi e i versi o le frasi
trovate a filo di un' ansiosa ricerca di lettura.
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